valma

campo prova joelette

L'Associazione Tecnici Senza Barriere dispone di una struttura a Torre Santa Maria, in località Basci, con 9 appartamenti accessibili a tutti dove persone disabili e non possono trascorrere delle giornate in vacanza e fare delle escursioni insieme grazie alla joëlette o carrozzina da montagna. Tutti gli ospiti del residence possono rendersi disponibili per la conduzione e la partecipazione alle passeggiate in joëlette. In questa struttura è stata realizzata un'aula multiuso di 90 metri quadri in grado di ospitare circa 30 persone per lezioni teoriche di conduzione e accessibilità della joëlette (montaggio, smontaggio e sicurezza).

All'esterno verrà realizzato un campo prova sperimentale per l'approccio pratico allo strumento. La JOËLETTE è un ausilio, ovvero una carrozzina da montagna con una sola ruota centrale, un traino anteriore e due impugnature posteriori. È condotta da tre persone, una posizionata davanti all'ausilio che lo traina, una dietro che spinge o frena e una di lato che dà maggiore stabilità. L'attrezzo ha un poggiatesta, due pedane e cinture di sicurezza verticali e orizzontali. Durante la sosta la joëlette è dotata di tre piedi di sostegno che permettono al disabile di stare seduto senza alcun aiuto esterno; si possono portare disabili fino a un peso di 100 chili. Per coloro che in base alla propria disabilità devono rimanere seduti sulla sedia a ruote, si utilizzano delle speciali attrezzature che permettono di trasportare l'intera sedia con l'occupante.

un parco giochi per tutti

Le persone e le famiglie che trascorreranno i loro periodi di vacanza alla Torre dei Basci o che faranno anche solo una gita in montagna insieme a persone disabili avranno anche a disposizione un'area giochi per tutti dove anche i bambini disabili potranno riposarsi dalle fatiche della montagna giocando con gli altri bambini. Nella stessa area si troveranno tavoli, panchine e un barbecue accessibile a chi è in carrozzina. L'area giochi avrà al suo interno un'altalena con il seggiolino (di quelle usate per i bambini piccoli) e una a "nido", oltre ad una pista da biglie realizzata ad altezza di carrozzina.

l'idea

“L’intento è quello di aprire i paraocchi alle persone cosidette normodotate facendoci capire che non ci siamo solo noi e permettendoci di avere un approccio diverso nei confronti della disabilità – sottolinea Walter Fumasoni dell’associazione Tecnici Senza Barriere – grazie a questi progetti, che hanno una forte valenza sociale e culturale, tra qualche anno potremmo avere una società più sensibile e aperta verso la disabilità”. Ce lo auguriamo!

la storia

Walter Fumasoni è un ingegnere che nel 2009 ha fondato Tecnici Senza Barriere, associazione di professionisti volontari che offre un concreto aiuto ai disabili e alle loro famiglie nell’abbattimento delle barriere architettoniche nelle loro abitazioni e nel contesto urbano che frequentano. L’associazione collabora con gli enti comunali. “La prima cosa che siamo chiamati a fare è rendere la casa accessibile sia con interventi minimali per esempio a favore di persone anziane che si ritrovano a non essere più autosufficienti sia con azioni più importanti e onerose che durano mesi, anche su case nuove magari per una famiglia nella quale nasce un bambino disabile.

Ci chiamano anche persone che sono diventate disabili in seguito ad incidenti stradali o a causa di traumi o malattie invalidanti e/o degenerative”. “Andando nelle famiglie per eliminare le barriere architettoniche delle loro case si crea un legame particolare con loro perché arrivi in un momento difficile e di bisogno. C’è apertura, condivisione della sofferenza e si instaura un bel rapporto. Spesso le famiglie, all’uscita dall’ospedale, si ritrovano abbandonate con un figlio disabile e non sanno cosa fare.

Tu gli riempi quel buco. Noi oggi seguiamo un centinaio di famiglie della provincia di Sondrio e lavoriamo tanto sulla formazione dei professionisti nel campo dell’accessibilità”. I volontari di Tecnici Senza Barriere effettuano circa 20-30 interventi al mese, portano avanti la fase istruttoria oltre che la parte di progettazione, relazione tecnica, direzione dei lavori e collaudo finale e seguono le persone per quel che riguarda le pratiche per avere contributi specifici (legge nazionale 13/1989). L’associazione offre anche consulenze tecniche gratuite agli uffici tecnici comunali per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Tecnici Senza Barriere fa parte delle Commissioni edilizie dei Comuni e ogni volta che c’è da realizzare un’opera pubblica sono chiamati a dare il loro contributo. Negli ultimi anni, anche con il succedersi dei cambi amministrativi, si vede una maggiore attenzione alle fragilità e al tema dell’accessibilità. Perché fai tutto questo? “Io sono sempre stato convinto che ognuno debba mettere le proprie competenze a frutto e al servizio degli altri.

Se uno è capace di fare qualcosa bene, non può tenerlo per sé, ma deve condividerlo. L’accessibilità è la mia competenza. Ho cominciato aiutando degli amici rimasti disabili dopo aver fatto degli incidenti in moto e poi è nata Tecnici Senza Barriere”. Di cosa hanno bisogno le persone disabili una volta resa accessibile la casa? “La richiesta che ci fanno una volta sistemata la casa è quella di avere la possibilità di fare quello che facevano prima che per molti vuol dire poter andare di nuovo in montagna. Di qui l’impegno con le joëlette. Adesso ne abbiamo 7 e abbiamo un’ottantina di volontari che si mettono a disposizione per portare le persone disabili in montagna. Con UILDM, ANMIL e ANMIC abbiamo realizzato il progetto Valtellin@ccessibile e partecipiamo anche a eventi organizzati e camminate competitive per sensibilizzare la gente e far capire che queste iniziative possono essere aperte a tutti. Non è che certe cose devono essere precluse a chi non cammina più.

È un bel modo per educare la società e avvicinare quante più persone possibili al mondo della disabilità”. Il passo successivo è quello del TURISMO ACCESSIBILE. “La struttura ai Basci, a Torre Santa Maria, in Valmalenco, è aperta anche a chi viene fuori dalla Valtellina affinché possano godere delle nostre montagne. Si tratta di una struttura ricettiva per tutti. Se viene una famiglie che non ha problematiche sa che farà una vacanza ad un prezzo calmierato, troverà accoglienza, ma dovrà dare una mano con la joëlette. Con il campo prova joëlette che andremo a realizzare e l’aula già in uso potremmo fare dei corsi ad hoc di montaggio, smontaggio e conduzione dell’ausilio. Famiglie con bambini disabili e famiglie senza problemi avranno l’opportunità di conoscersi, andare tutti insieme in montagna aiutandosi gli uni gli altri e chi non ha problemi avrà un’occasione unica per avvicinarsi al mondo della disabilità, un’esperienza educativa senza precedenti per i ragazzi cosidetti normodotati”.

Buona parte delle famiglie che arrivano presso la struttura dei Basci hanno dei bambini in carrozzina. Di qui l’idea di realizzare un’AREA GIOCHI PER TUTTI. Per natura c’è una sorta di diffidenza nel bambino nei confronti di un disabile grave. Se stai insieme per un po’ di giorni vedi che questa diffidenza viene superata e paradossalmente il collante è la disabilità.

  • "E'bello pensare a tutte le persone che potranno vedere in sicurezza alcuni dei luoghi più suggestivi delle nostre montagne. Ed è altrettanto bello pensare a tutte le persone che si metteranno a disposizione volontariamente per trasportare chi ne avrà bisogno con le joelette”.
  • "Se uno è capace di fare qualcosa bene, non può tenerlo per sé, ma deve condividerlo. L’accessibilità è la mia competenza. Ho cominciato aiutando degli amici rimasti disabili dopo aver fatto degli incidenti in moto e poi è nata Tecnici Senza Barriere".
  • "In questo percorso ognuno potrà sperimentarsi, usare il proprio corpo, vedere, toccare, sentire, fare attività stimolanti che piacciono ai bambini e fanno contenti i genitori perché vedono i figli entusiasmarsi di cose semplici. È un'iniziativa che mette in gioco gli stessi ragazzi al posto di mettere in gioco il computer o la televisione".
  • "Vorremmo riuscire a coinvolgere maggiormente i bambini, le scuole, le famiglie, le persone disabili perché sono esperienze belle, interessanti, particolari che valorizzano anche il nostro territorio con una splendida visione panoramica della valle". 
  • "Ci chiamano anche persone che sono diventate disabili in seguito ad incidenti stradali o a causa di traumi o malattie invalidanti e/o degenerative”. “Andando nelle famiglie per eliminare le barriere architettoniche delle loro case si crea un legame particolare con loro perché arrivi in un momento difficile e di bisogno. C’è apertura, condivisione della sofferenza e si instaura un bel rapporto. Spesso le famiglie, all’uscita dall’ospedale, si ritrovano abbandonate con un figlio disabile e non sanno cosa fare".
  • "Abbiamo portato in montagna alcune persone con problemi motori grazie alle joelette ed è bellissimo arrivare in cima e vedere la gioia nei loro occhi per un’esperienza che per noi è normale, ma che loro fino a quel momento avevano fatto solo attraverso la televisione".
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6

 

logo

 

>>> I COOKIE <<<

I cookie sono stringhe di testo di piccole dimensioni che i siti visitati dall'utente inviano al suo terminale 

(solitamente al browser),dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. 

Questo sito per poter funzionare utilizza i cosidetti cookie tecnici e 

non viene effettuata tramite questi nessun tipo di profilazione

ne tantomeno vengono raccolti tuoi dati.

Proseguendo la navigazione ACCONSENTI all'utilizzo di tali cookie.

Per saperne di più visita la pagina relativa all' INFORMATIVA