origine

Associazione C’è una Valle e Forum del Terzo Settore di Valtellina e Valchiavenna si sono incontrati per cercare di capire come si poteva cogliere l’occasione di EXPO DIFFUSA all’insegna del principio guida di Expo 2015 “Nutrire la terra, energia per la Vita”. Ci si è domandati se si fosse in grado di dare una risposta adeguata ai turisti appartenenti alle fasce deboli e si è pensato di promuovere il territorio della provincia di Sondrio agli utenti di Expo attraverso la costruzione di pacchetti turistici ambientali, sociali e accessibili che diano l’idea che ci sono altre modalità di vivere il turismo, soprattutto quello montano. Tuttidappertutto nasce dunque dall’idea di Expo 2015 come manifestazione diffusa sull’intero territorio regionale sul tema dell’ecosostenibilità che mette in rete soggetti pubblici e privati e le iniziative da questi promosse per costruire un territorio sostenibile con ricadute anche dopo la manifestazione. “Riuscire a dare una connotazione solidale, etica e morale di economia sostenibile ci potrebbe proiettare come provincia in una dimensione che oggi non c’è – spiega Marco Doria, portavoce del Forum del Terzo Settore di Valtellina e Valchiavenna – dobbiamo essere capaci di intercettare i flussi di Expo e di qualificare l’offerta turistica del territorio”.

lo sviluppo del progetto

“Cosa offre la provincia di Sondrio nel settore del turismo sostenibile e dell’accessibilità? Non ne siamo consapevoli neppure noi. Di qui l’idea di fare una mappatura di tutte quelle strutture, progetti, eventi e servizi collegabili a queste tematche – spiega Massimo Pinciroli, direttore del CSV L.A.Vo.P.S. – il monitoraggio porterà poi a creare dei pacchetti turistici integrati mettendo in connessione strutture e servizi accessibili e proponendo degli itinerari per tutti che resteranno come patrimonio della nostra provincia ben al di là di Expo”. E che, ci si augura, possano costituire il volano per convincere tutti che il turismo per tutti può essere un affare oltre che un’opportunità sociale. “Ci piacerebbe che il nostro territorio fosse aperto a tutti e disponibile a soddisfare le esigenze particolari di ciascun turista che abbia voglia di fare una vacanza responsabile, rispettosa dell’ambiente, all’insegna dell’equità e della solidarietà portando anche un ritorno economico”.

l’idea

Le esigenze che spingono a viaggiare sono le stesse per tutti i turisti, indipendentemente dai bisogni specifici o dalle loro abilità. Il turista è un universo complesso con una molteplicità di accezioni: bambino, anziano, persone con disabilità fisica, sensoriale, intellettiva, persone con intolleranze alimentari, allergie o patologie croniche, donne in gravidanza, non udenti, non vedenti o ipovedenti, famiglie numerose o con neonati, persone con mobilità ridotta temporanea ecc.. Un turismo per tutti (sociale, sostenibile, accessibile) può partire dalle esigenze espresse dai turisti con disabilità per arrivare ad un sistema turistico più attento e consapevole delle necessità di ogni visitatore, valorizzando e promuovendo il proprio territorio nei confronti di un’utenza ampliata. Questo può avvenire con l’abbattimento di ogni barriera, sia essa architettonica piuttosto che culturale.

la costruzione della rete

Tuttidappertutto può contare su una rete inedita, innovativa ed eterogenea con 14 soggetti che cercano di dare una risposta ai bisogni del territorio portando ciascuno il proprio vissuto, le competenze e le idee rispetto al turismo sociale e all’accessibilità. Tuttidappertutto ha fatto convergere soggetti diversi con un interesse comune che si sono messi a disposizione del territorio offrendo una visione a 360 gradi, organica e multidisciplinare della tematica. Ognuno farà la propria parte per trovare e rendere più accessibili luoghi, attività e servizi che possano accogliere anche persone fragili e con esigenze specifiche, aumentarne la capacità ricettiva facendoli conoscere a quante più persone possibili e sensibilizzare e formare i soggetti che hanno a che fare col turismo.

  • "Vorremmo riuscire a coinvolgere maggiormente i bambini, le scuole, le famiglie, le persone disabili perché sono esperienze belle, interessanti, particolari che valorizzano anche il nostro territorio con una splendida visione panoramica della valle". 
  • "Abbiamo portato in montagna alcune persone con problemi motori grazie alle joelette ed è bellissimo arrivare in cima e vedere la gioia nei loro occhi per un’esperienza che per noi è normale, ma che loro fino a quel momento avevano fatto solo attraverso la televisione".
  • "Ci chiamano anche persone che sono diventate disabili in seguito ad incidenti stradali o a causa di traumi o malattie invalidanti e/o degenerative”. “Andando nelle famiglie per eliminare le barriere architettoniche delle loro case si crea un legame particolare con loro perché arrivi in un momento difficile e di bisogno. C’è apertura, condivisione della sofferenza e si instaura un bel rapporto. Spesso le famiglie, all’uscita dall’ospedale, si ritrovano abbandonate con un figlio disabile e non sanno cosa fare".
  • "Se uno è capace di fare qualcosa bene, non può tenerlo per sé, ma deve condividerlo. L’accessibilità è la mia competenza. Ho cominciato aiutando degli amici rimasti disabili dopo aver fatto degli incidenti in moto e poi è nata Tecnici Senza Barriere".
  • "In questo percorso ognuno potrà sperimentarsi, usare il proprio corpo, vedere, toccare, sentire, fare attività stimolanti che piacciono ai bambini e fanno contenti i genitori perché vedono i figli entusiasmarsi di cose semplici. È un'iniziativa che mette in gioco gli stessi ragazzi al posto di mettere in gioco il computer o la televisione".
  • "E'bello pensare a tutte le persone che potranno vedere in sicurezza alcuni dei luoghi più suggestivi delle nostre montagne. Ed è altrettanto bello pensare a tutte le persone che si metteranno a disposizione volontariamente per trasportare chi ne avrà bisogno con le joelette”.
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