Coniugare il concetto di turismo sostenibile con l’accessibilità per la fruizione di luoghi, attività e servizi da parte di soggetti fragili e con esigenze particolari (anziani, famiglie con bambini, persone cieche, sorde, con disabilità fisiche anche solo temporanee e/o intellettive…). Mappare e potenziare alcune strutture, pratiche, iniziative (in parte già presenti in provincia di Sondrio) sensibili a questo tipo di orientamento. Mettere in rete organizzazioni di volontariato e del privato sociale, enti pubblici e imprese al fine di valorizzare e promuovere questo tipo di offerta turistica e generare una ricaduta positiva sul territorio sia in termini sociali, educativi, culturali di coesione e conoscenza per tutta la popolazione, sia in ambito economico.
  • "Ci chiamano anche persone che sono diventate disabili in seguito ad incidenti stradali o a causa di traumi o malattie invalidanti e/o degenerative”. “Andando nelle famiglie per eliminare le barriere architettoniche delle loro case si crea un legame particolare con loro perché arrivi in un momento difficile e di bisogno. C’è apertura, condivisione della sofferenza e si instaura un bel rapporto. Spesso le famiglie, all’uscita dall’ospedale, si ritrovano abbandonate con un figlio disabile e non sanno cosa fare".
  • "Se uno è capace di fare qualcosa bene, non può tenerlo per sé, ma deve condividerlo. L’accessibilità è la mia competenza. Ho cominciato aiutando degli amici rimasti disabili dopo aver fatto degli incidenti in moto e poi è nata Tecnici Senza Barriere".
  • "Abbiamo portato in montagna alcune persone con problemi motori grazie alle joelette ed è bellissimo arrivare in cima e vedere la gioia nei loro occhi per un’esperienza che per noi è normale, ma che loro fino a quel momento avevano fatto solo attraverso la televisione".
  • "Vorremmo riuscire a coinvolgere maggiormente i bambini, le scuole, le famiglie, le persone disabili perché sono esperienze belle, interessanti, particolari che valorizzano anche il nostro territorio con una splendida visione panoramica della valle". 
  • "In questo percorso ognuno potrà sperimentarsi, usare il proprio corpo, vedere, toccare, sentire, fare attività stimolanti che piacciono ai bambini e fanno contenti i genitori perché vedono i figli entusiasmarsi di cose semplici. È un'iniziativa che mette in gioco gli stessi ragazzi al posto di mettere in gioco il computer o la televisione".
  • "E'bello pensare a tutte le persone che potranno vedere in sicurezza alcuni dei luoghi più suggestivi delle nostre montagne. Ed è altrettanto bello pensare a tutte le persone che si metteranno a disposizione volontariamente per trasportare chi ne avrà bisogno con le joelette”.
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