Tuttidappertutto è un progetto che ha messo in rete 14 attori pubblici e privati per promuovere in Valtellina e Valchiavenna un turismo per tutti, sociale, sostenibile e accessibile, con una maggiore attenzione e consapevolezza delle necessità di ogni visitatore.

Sono state abbattute molte barriere architettoniche, culturali e sensoriali.

QUI I VIDEO DELLE REALIZZAZIONI

Un percorso multisensoriale e un sentiero botanico e geologico in Valgerola, un parco giochi per tutti i bambini, disabili e non, e un campo prova sperimentale per imparare ad utilizzare la joëlette o carrozzina da montagna in Valmalenco, è stato reso accessibile un percorso ippociclopedonale in Albosaggia.

Il turismo sostenibile, sociale e accessibile permetterà a quante più persone possibili di fare una vacanza responsabile, rispettosa dell’ambiente, all’insegna dell’equità e della solidarietà portando anche un ritorno economico e aumentando la capacità ricettiva del comparto turistico.

Il Progetto è finanziato da:            

  • "Se uno è capace di fare qualcosa bene, non può tenerlo per sé, ma deve condividerlo. L’accessibilità è la mia competenza. Ho cominciato aiutando degli amici rimasti disabili dopo aver fatto degli incidenti in moto e poi è nata Tecnici Senza Barriere".
  • "E'bello pensare a tutte le persone che potranno vedere in sicurezza alcuni dei luoghi più suggestivi delle nostre montagne. Ed è altrettanto bello pensare a tutte le persone che si metteranno a disposizione volontariamente per trasportare chi ne avrà bisogno con le joelette”.
  • "Abbiamo portato in montagna alcune persone con problemi motori grazie alle joelette ed è bellissimo arrivare in cima e vedere la gioia nei loro occhi per un’esperienza che per noi è normale, ma che loro fino a quel momento avevano fatto solo attraverso la televisione".
  • "Vorremmo riuscire a coinvolgere maggiormente i bambini, le scuole, le famiglie, le persone disabili perché sono esperienze belle, interessanti, particolari che valorizzano anche il nostro territorio con una splendida visione panoramica della valle". 
  • "Ci chiamano anche persone che sono diventate disabili in seguito ad incidenti stradali o a causa di traumi o malattie invalidanti e/o degenerative”. “Andando nelle famiglie per eliminare le barriere architettoniche delle loro case si crea un legame particolare con loro perché arrivi in un momento difficile e di bisogno. C’è apertura, condivisione della sofferenza e si instaura un bel rapporto. Spesso le famiglie, all’uscita dall’ospedale, si ritrovano abbandonate con un figlio disabile e non sanno cosa fare".
  • "In questo percorso ognuno potrà sperimentarsi, usare il proprio corpo, vedere, toccare, sentire, fare attività stimolanti che piacciono ai bambini e fanno contenti i genitori perché vedono i figli entusiasmarsi di cose semplici. È un'iniziativa che mette in gioco gli stessi ragazzi al posto di mettere in gioco il computer o la televisione".
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